scritto da francesca il 25 04 2018
       
scritto da francesca il 24 04 2018

A volte, affrontare con soavità e sensibilità temi complessi come quelli relativi alle relazioni sentimentali e ai rapporti umani può essere qualcosa che aiuta.

Questo per la banale, ma spesso decisiva considerazione, che uno sguardo meno cupo, meno tignoso, diciamo così, ci permette di osservare con più serenità la vita, che è materia già difficile di suo e che noi invece ci ostiniamo a tentare di comprimere nei nostri comodi, vecchi stereotipi.

L’avrete capito, parliamo di PREGIUDIZI.

Prendiamo ad esempio la cultura e le battaglie per i diritti civili, le prese di posizione ecc., finiscono di naufragare davanti alla realtà.

E come diceva Giorgio Gaber: è cambiarsi davvero, è cambiarsi dentro che è un’altra cosa. Un’idea, finchè resta un’idea, è soltanto un’astrazione.

Il mio invito è quello di rendere i pensieri una cosa concreta. Vita vera, insomma.

Mi rendo conto, però, che non è semplice fare seguire azioni concrete alle programmazioni d’intenti, però la teoria e la pratica spesso finiscono per viaggiare su binari paralleli che pur portando nella stessa direzione non  s’incontrano mai.

 

"E' più facile spezzare un atomo che il pregiudizio" così diceva Einstein,

soprattutto quando questi pregiudizi riguardano la sessualità, la sfera di comportamenti intimi. Ci sono voluti decenni perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellasse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. La data storica in cui questa cosa avvenne è quella del 17 maggio del 1990, pensate, quando per la prima volta l’omosessualità venne definita una variante naturale del comportamento umano. Fino a poco tempo prima era considerata un disturbo socio-patologico della personalità.

Ma una cosa è un’idea, come dicevamo, e altra cosa è la sua applicazione. Una cosa è una norma, altra è la sua capacità di diventare comportamento praticato.

Liberarsi dai pregiuduzu, però, non è semplice ma non impossibile. Anche perchè ci limitano sottraendoci la libertà di pensiero.

Ci siamo mai chiesti quanto siamo terribilmente assurdi e ridicoli quando diamo per scontato qualcosa, o qualcuno, senza averne motivo né fondamento e tantomeno vera conoscenza?

Ed ecco l'inganno del pregiudizio: se non conoscete qualcuno, a cosa vi serve giudicarlo prima di farne la sua conoscenza?

Morale: proviamo ad uscire dai nostri pregiudizi, evadere, andare al cinema, leggere qualche libro per crescere mentalmente e capire cambiando i nostri radicati punti di vista.

Seneca diceva "LA CAUSA DELLA PAURA E’ L’IGNORANZA".

Francesca

scritto da francesca il 20 04 2018

Parto dallo sdegno che mi ha suscitato il quindicenne di Lucca che ha fatto inginocchiare il professore dopo avergli imposto il "sei"!

Mi sono fatto alcune domande : Che colpa ha questo cretino ? Certamente quella di essere geneticamente aggressivo e ignorante , perché altri suoi compagni non lo hanno fatto e non lo farebbero mai. Ma oltre ad una tara caratteriale che cosa c'è dietro ?

Senz'altro lo sfascio delle famiglie , figure genitoriali sempre più appannate , padri che non sanno dire i "no" perché costano troppa fatica o perché essendo separati vedono il figlio solo nel week end e non hanno il tempo per accudirli moralmente e civilmente.

Perché probabilmente sono bulli pure loro , degli aggressivi nel lavoro , nello stadio , nel loro pensiero politico , dei frustrati senza speranze.

Perché la società è aggressiva , i nostri governanti sono aggressivi , perché i media ci propinano sempre e solo aggressività.

Perché "se non ti imponi non fai strada !" Perché il bullismo è figlio dell'ignoranza , della mancanza di cultura , del razzismo del ..." mi faccio giustizia da solo ! "

Purtroppo c'è il vuoto anche nella scuola , dove insegnanti mal pagati spesso sono culturalmente non idonei ..."perché il sapere è autorevolezza !"

Molti fanno "quel mestiere" perché non hanno trovato altro , senza il senso "della missione".

Perché la scuola non ha gli strumenti per difenderli , per denunciare genitori arroganti e convinti che il loro figlio sia il migliore del mondo , perché hanno il vuoto etico.

Io non sono per "il colloquio" , per "capire il problema" , la società , come la famiglia, deve avere regole ferme che tutti devono rispettare e che sono indispensabili per la convivenza .

 

Franco

Sono nato nella patria delle figurine DOC ! Negli anni cinquanta abitando nel centro di Modena andavo frequentemente presso l'edicola dei fratelli Panini , quella di fianco al Duomo. In quel periodo Giuseppe , il più vecchio dei fratelli (gli altri erano Benito, Umberto e Franco ) aveva cominciato a stampare i primi album di calciatori che vendeva nella sua edicola.

Le figurine Panini non sono state le prime , ricordo infatti quelle nate nel dopoguerra dall'editore Iolly e la mitica serie del calcio , avevo la grande squadra dell'Inter , per intenderci quella di Veleno/Lorenzi , che tenevo gelosamente nel cassetto del comodino .

Il collezionare figurine è hobby abbastanza vecchio, ricordo le più importanti : quelle della Liebig nate alla fine dell'800 , artisticamente le più belle e le più numerose , dipinte da grandi artisti del "liberty".

Sempre di quell'epoca c'erano poi le francesi dell'"Au Bon Marchè", molto raffinate nell'esecuzione , le svizzere del Cacau Suchard che rappresentavano soprattutto il mondo animale e vegetale , quelle della Palmin e molte altre . Come è facile arguire , molte sono state oggetto delle prime forme pubblicitarie.

Negli anni trenta Nizza e Morbelli fecero la memorabile serie radiofonica dei "I quattro moschettieri" e da quella trasmissione nacquero dalla matita di Angelo Bioletto le famose figurine sponsorizzate dalla Perugina e dalla Buitoni . Una vera mania che diventò un fenomeno collettivo , un esempio ...la figurina del "Feroce Saladino" quasi introvabile , fu acquistata per cifre folli.

Da allora si stamparono figurine di ogni tipo , quelle dei vari film della Disney e quelle di tutti i cartoni animati giapponesi da capitano Harlock a Jeek robot , da Heidi ad Anna dai capelli rossi.

A Modena c'è il museo della figurina , forse il più importante del mondo in quel settore , che vale certamente la pena visitare non solo dai patiti di questi rettangolini di cartone , perché ci sono serie introvabili e rarissime .

Care vecchie figurine che un tempo si incollavano all' album con la Coccoina e l'apposito pennellino e ora sono autoadesive , plastificate e a volte anche animate , gioia semplice di piccini e perché no ...anche grandi ....e anziani.

 

Franco