ciao a tutti

ho passato sia ieri che oggi a Milano.
ho fatto su e giu in treno ma ho vissuto dalla mattina (8) alla sera (21) a milano.

per un provinciale come me, abituato a Vicenza, certe differenze saltano all’occhio.

prima differenza, importantissima:

Spritz.
Ho ordinato 4 spritz ( a vicenza son 10 euro). mi han chiesto 32 euro per un bicchiere di ghiaccio e un po di aperol, insieme a cibo che non ho chiesto. Il posto era molto carino e il cassiere mi ha detto ” le batto 4 happy hour”.
gran delusione del team , tutti di vicenza, che si aspettavano almeno 2-3 spritz a testa come premio della giornata di lavoro.

Fretta
Il milanese tipico ha fretta.
Ha fretta quando cammina, ha fretta quando guida.
E’ una cosa molto visibile in tutte le grandi metropoli (es anche a Londra, in certi quartieri, la gente non cammina ma CORRE).

Traffico
passare la città o anche uno spicchio della stessa è come fare … vicenza treviso.

Lavoro.
eh, questo è dove batte tutti, Milano è Milano, c è tutto, ci sono tutti i clienti e tutti gli uffici

Ammerica
la sensazione Ammerica, che si ha a Milano, è una cosa particolare. l’hai quando bevi un “happy hour” e ti senti un po’ a new york, o quando ti sembra che ci siano in giro persone molto ganze rispetto al solito che trovi in centro dalle nostre parti. gente vestita strana e molto “avanti”.

Io evidentemente sono un provincialotto : personalmente ora che il treno (in ritardo di un’ ora peraltro) arriva verso Vicenza, mi sembra bello tornare nella mia cara vecchia provincia. dove passo la città a piedi in 30 minuti e in bici non mi stende nessuno.

pero’, bere il cappuccio con “la gazza” in zona Duomo,  è  chic.

6 Commenti a ““Le batto 4 happy hour””

  1. dottdecameron scrive:

    Non sono Milanese ma se questa è la Milano che avete visto tu e Alba Morsilli forse avete sbagliato città,

  2. alba morsilli scrive:

    vado spesso a Milano li ho 3 nipotine, ma solo per loro prendo il treno Genova Milano.
    Non so se mi capite io lascio una città piena di luce e di vento di mare per trovarmi direi quasi in una camera oscura.
    Siamo a Novembre ed il chiaro è minimo, ma io non ho mai visto la luce tutto è tetro, poi l’aria è una cosa da provare, un freddo pungente che per noi luguri ti da l’inpressione di essere in montagna.
    Si Genova è cosmonopolita ma ha Milano ero io che mi sentivo straniera nella mia terra.
    La vita si svolge sotto terra con le metro, mi manca l’aria un senso di soffoco,
    Se tutta la sua richezza dipende dal star male io torno a genova in riva al mare

  3. franco muzzioli scrive:

    Ti capisco e come Enrico……la prima volta che andai a Milano era nel 1961 , la nebbia era anche allora “fumo di Londra”…o meglio “fumo di Milano”….che era forse anche peggio.
    Se andavi in Galleria a prendere un caffè ( allora lo Spritz non si sapeva neppur cosa fosse), ti costava cinque volte tanto che nei bar modenesi.
    C’erano però i “trani” ,che fumavano come delle vaporiere ,dalle tante sigarette e dai tanti sigari toscani dei vari avventori, con poche lire si beveva un barbera DOC veramente eccezionale e potevi incontrare uno Jannacci o un Gaber che in un angolo suonavano la chitarra con alcuni sfigati.
    Era anche allora una Milano da mal di stomaco permanente e quando prendevo il treno in quell’orrore di cassone di marmo che è la stazione Centrale , già al pensiero di tornare nella mia provincia , mi faceva star meglio.

  4. sandra vi scrive:

    Mi spiace veramente che tu sia partito dalla mia MILANO cosi’ poco entusiasta .E’ saperla vedere nelle sue giuste dimensioni e’ una citta’ bellissima.Prova in questa stagione partire dalla loggia dei Mercanti verso via Dante ,davanti a te si staglia la torre del Filarete del Castello Sforzesco.In questa stagione ha una luce unica (logico devi trovare il giorno bello ).La Galleria …….ed altri angoli del centro storico da scovare.Nnn guardare il vi che segue il mio nome sono una milanese D,O,C.ritorna Enrico e guardala con altri occhi .

    SANDRA MILANO

  5. Lorenzo.rm scrive:

    …in Galleria.

  6. Lorenzo.rm scrive:

    Molto istruttivo il tuo rapporto, Enrico, e, soprattutto, molto vero. Malgrado la mia origine meridionale e la mia quasi cinquantennale residenza a Roma, sono stato sempre innamorato di Milano e ogni volta che ci andavo lo facevo con grande gioia, e ogni volta che tornavo lo facevo con malcelato dispiacere. Una sensazione quasi dolorosa era quella del rumore fastidiosissimo di Roma. Una sensazione positiva era la mancanza di rumore nel centro di Milano. Ah, le belle passeggiate ai Navigli, a Piazza Sempione, al Lambro.

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