A richiesta di alcuni utenti, ripropongo questo post (che è nato un pò sfortunato).

 

 

Buona Domenica a tutti!!

 

 

 

Domenica

 

 

 

Nasce da un suggerimento di un’amica di Eldy.

 

 

A dire la verità questo esperimento lo avevamo già iniziato in questo blog pubblicando, a puntate, un libro scritto da Franco Muzzioli. La cosa ebbe, a suo tempo, un buon successo e così, su intelligente proposta di Alba, ho deciso di proseguire in questa interessante esperienza.

 

 

Con una differenza, però. Pubblicherò, di volta in volta, alcuni passi di libri noti, di autori contemporanei o meno, e il sunto del libro.

 

Pubblicarlo per intero richiederebbe troppo spazio e tempo annoiando probabilmente il lettore.

 

Insieme ne commenteremo il contenuto, i concetti, la morale, il pensiero dell’autore, l’argomento e quant’altro può suggerirci la lettura.

 

Spero di fare cosa gradita e aspetto, non solo di leggervi ma anche vostri consigli e suggerimenti sui prossimi libri che vi piacerebbe vedere pubblicati.

 

 

 

 

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Inizio con una frase contenuta in questo libro che, sono certa, tutti conoscete:

 

 

“L’essenziale è invisibile agli occhi”

 

 

Avete capito vero? Si tratta de

 

 

“IL PICCOLO PRINCIPE”

 

 

 

copertina

 

 

Contrariamente a quanto si può pensare, non è un libro solo per bambini ma è adatto (e soprattutto, direi), anche agli adulti. Io personalmente, che l’ho letto almeno cinque o sei volte, trovo che le realistiche metafore dell’autore affrontino un tema attualissimo creando immagini di forte carica espressiva. Inoltre  trasmettono concetti umani e fondati che fanno parte del nostro essere e della nostra quotidianità.

 

 

Ed ora un breve riassunto per chi non conosce la storia.

 

 

Premetto che si tratta di un racconto autobiografico. Anzi, doppiamente autobiografico perchè l’autore, Antoine De Saint-Exupèry,  racconta un pò la sua storia, doppiandosi in un’altra parte di sè, il Piccolo Principe appunto.

 

 

Antoine all’età di sei anni perde il padre, e diventa malinconico coltivando il gusto della solitudine.

 

 

Così, nella sua immaginazione, diventa un pilota (cosa che realmente gli è accaduta in quanto lui era anche pilota di professione).

 

 

La storia inizia quando lui ha un incidente col suo aereo, finendo nel deserto del Sahara. E qui fa la conoscenza con un bambino che non parla, o almeno, dice cose strane non rispondendo alle domande. Ma il nostro pilota, che  non ha dimenticato la sua infanzia di un tempo, è l’unico che riesce a capirlo. Così i due diventano amici. E il protagonista, che chiameremo Voce Narrante,  non sapendo che nome abbia,  lo chiama Piccolo Principe.

 

 

E da qui iniziano le loro avventure.

 

 

Il Piccolo Principe percorre il mondo alla ricerca di amici, incontra l’autore-narratore e gli racconta il suo itinerario in cui ogni tappa assume il valore simbolico di una lezione di vita.

 

 

Aveva lasciato la sua stella per prendere a poco a poco conoscenza di tutti gli altri pianeti che esistevano, olre al suo. Difficili da capire poichè sui pianeti gli adulti, dimentichi per la maggior parte del piccolo mondo della loro infanzia, avevano adottato un ragionamento a circolo vizioso.

 

 

 

L’ubriacone, per esempio, sul suo pianeta beveva per dimenticare che si vergognava. “Vergogna di che?” gli domanda il Piccolo Principe. “Vergogna di bere” gli aveva risposto prima di cadere in un silenzio definitivo.

 

 

Tutti altrettanto bizzarri gli altri pianeti:

  • quello del re che per esistere aveva bisogno di comandare anche se nel suo pianeta c’era solo lui;

  • quello del vanitoso che si accorgeva degli altri soltanto se si dichiaravano suoi ammiratori;

  • quello dell’uomo d’affari che passava il suo tempo a contare le stelle perchè credeva che contandole gli sarebbero appartenute e siccome erano gialle come l’oro credeva che possederne tante significasse essere ricco;

  • quello del geografo che basava le sue ricerche sugli esploratori, ma che non avendo nessun esploratore sotto mano, si crogiolava nell’ignoranza.

    Durante il suo lungo viaggio incontra vari «adulti» che hanno perso il candore e il buon senso dell’infanzia. Nel deserto una volpe gli insegna che amicizia significa «essere addomesticati», rivelandogli anche che «l’essenziale è invisibile agli occhi».

    "Non si  vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi"

    “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”

    Tutti questi «adulti» sono «strani», hanno tutti dimenticato ciò che conta nella vita e si agitano senza sapere perché.

    Pagina dopo pagina il racconto del Piccolo Principe ci insegna a vivere, amare, a capire il mondo che ci circonda: si vive bene solo se si fanno prevalere i sentimenti; conoscere significa addomesticare, addomesticare ci fa diventare responsabili per sempre di ciò che si e’addomesticato. Ogni uomo è responsabile della sorte degli altri, e tutti assieme siamo responsabili del nostro pianeta.

 

 

 

Francescagif

 

9 Commenti a “LEGGERE, CHE PASSIONE…!!”

  1. francesca (franci) scrive:

    Caro Mario, tu hai perfettamente ragione. E’ sicuramente riduttivo racchiudere in un breve post opere letterarie. Ma come ho premesso, sempre nel mio post, al di là che sarebbe impossibile riportare interamente i passi più importanti del libro, ho la sensazione che diventerebbe oltremodo noiosa una lunga lettura. Perciò ne ho fatto un sunto puntando più sulla morale che sul copia-incolla, (che peraltro non amo molto), di troppe pagine.
    Ciao e grazie di averlo fatto tu.

  2. mario33.co scrive:

    Cara Francesca, scusami ma… E’ un po’ riduttivo raccontare (nel post), Un opera letteraria di tale portata facendone un sunto un po’ approssimativo. Posso capire che il fine è …e, rimane, la lettura (cosa molto importante e fondamentale). Di fatti i commenti (se mi permetti ,) rimangono legati: “Alla forma ,non alla sostanza.” Io non ho letto il libro ma… mi sono documentato su internet. Leggo nella trama (più capillare), che: “Parla di una rosa che il di piccolo principe coltiva, di… una volpe, di…Una Pecora, che serve a tenere pulito il suo pianeta (asteroide B6 12) ,soffocato dai baobab. Di… Un serpente, da cui lui viene morsicato che lo riporterà sul suo pianeta di origine (alla fine). Del pilota (che rappresenta l’autore come da te scritto). Che, riparato l’aereo, ripartirà.”
    Inserisco con i copia/incolla, alcuni dati importantissimi (che… Penso) inducano il “lettore curioso” ad approfondire, a… Leggersi il libro, o… Guardarsi (meno interessante), su you tube la versione integrale filmica del libro.
    Nella forma di un’opera letteraria per ragazzi, affronta temi come il senso della vita e il significato dell’amore e dell’amicizia. Ad ogni modo, ognuno di questi incontri può essere identificato come un’allegoria o uno stereotipo della società moderna e contemporanea. È fra le opere letterarie più celebri del XX secolo e tra le più vendute della storia: è stato tradotto in 253 lingue e dialetti e stampato in oltre 134 milioni di copie in tutto il mondo. Le lingue più conosciute dei cinque continenti sono ovviamente state le prime a vederlo tradotto, ma successivamente si è arrivati a tradurlo anche in lingue e dialetti meno diffusi: dalla lingua corsa, al bretone, dal gallurese al milanese, al reggiano, al napoletano,al bolognese, al friulano o “marilenghe” (lingua neolatina del Friuli), al veneziano[1], dall’aragonese in Spagna all’esperanto e il guaraní. Nel 2005 è stato tradotto in toba, una lingua del nord dell’Argentina, con il nome di So Shiyaxauolec Nta’a e sembra essere il primo libro ad avere una traduzione nella suddetta lingua dopo il Nuovo Testamento.
    Il Re – asteroide B 325 Nel libro il monarca che il Piccolo Principe incontra pretende di regnare su tutto esercitando un potere assoluto. Il suo unico «suddito» però è un topo che il re dice di sentire la notte. Il re pensa di esercitare il suo potere sul sole cui ordina di tramontare. Ma per non perdere la faccia questo strano re dà solo ordini “ragionevoli” (come «Ti ordino di sederti»). Un modo come un altro di soddisfare la sete di potere. Ma il Piccolo Principe non si lascia ingannare e capisce che questo re è solo uno strano personaggio.
    Il vanitoso – asteroide B 326 Porta un cappello vistoso e al tempo stesso ridicolo. Il vanitoso crede di essere il più bello e intelligente del suo minuscolo pianeta. Il Piccolo Principe ricorda al vanitoso che è l’unico abitante del suo pianeta, ma lui vuole lo stesso essere ammirato, applaudito… Il Piccolo Principe rimane perplesso di fronte a tanta vanità: «I grandi sono davvero strani» pensa tra sé e sé.
    L’ubriacone – asteroide B 327 Vive solo con le sue bottiglie e passa il tempo a bere per dimenticare che si vergogna di bere. Il Piccolo Principe capisce che quest’uomo è triste e vuole aiutarlo ma l’ubriacone si chiude nel silenzio e nella sua tristezza. Il Piccolo Principe rimane perplesso di fronte a questo adulto che non riesce a trovare una via d’uscita.
    L’uomo d’affari – asteroide B 328 È un signore grande e grosso sempre occupato che non ha nemmeno il tempo di accendersi una sigaretta. Passa il suo tempo a contare le stelle che dice di possedere. Scrive il numero delle stelle che ha contato su un foglio per depositarlo in banca. Il Piccolo Principe tenta di fargli capire sta sprecando il tempo e che «possedere» significa essere utile a ciò che si possiede. Il Piccolo Principe gli parla della sua rosa, che innaffia e protegge. L’uomo d’affari rimane di stucco. Il Piccolo Principe ancora una volta è deluso da un adulto.
    Il lampionaio – asteroide B 329 Il Piccolo Principe inizialmente apprezza questo personaggio. Il suo lavoro è utile: accendere il lampione quando tramonta il sole. Ma il pianeta in cui abita gira su sé stesso sempre più velocemente obbligandolo a riaccendere continuamente il lampione che si spegne invariabilmente. «Questo è il mio compito» dice il lampionaio al Piccolo Principe che rispetta, nonostante tutto, le dedizione di questo adulto.
    Il geografo – asteroide B 33 È una persona anziana che trascrive in grossi libri le informazioni degli esploratori che incontra. Il suo pianeta è vasto, ma non sa se ci sono fiumi o montagne in quanto «lui è una persona troppo importante per partire alla loro ricerca». Il geografo appare come qualcuno che ha bisogno del racconto degli altri per conoscere le cose mentre per il Piccolo Principe è importante sforzarsi di conoscere le cose da soli. È il geografo che consiglia al Piccolo Principe di andare sulla Terra dicendogli che ha «buona reputazione».

    Forse in futuro per fare dei commenti/ approfonditi/ recensivi, bisogna ( mio pensiero ), inserire, come fatto da un idea di Franco, dei… Racconti, brevi, che… Non legano nel tempo il lettore/commentatore e… Che, possono essere recensiti nella sua sostanza quasi come un forum.

  3. gianna scrive:

    Io questo commento l’avevo scritto, “IL PICCOLO PRINCIPE”certo leggere sappiamo che fa molto bene alla nostra memoria, tenere allenata la nostra mente,pero deve essere piacevole il racconto oltre che informativa e istruttiva., altrimenti chiudo subito il libro questa storia non è per i bambini,anche per i grandi che sognano il principe o principessa con il cavollo bianco, comunque leggere e molto importante fa bene alla nostra mente, che con gli anni la memoria tenta dimenticare.Un Saluto.

  4. michelangelo scrive:

    Franci, anche se ti conosco bene, come sempre hai il potere di sorprendermi….Si, perchè nei nostri ultimi dialoghi letterari abbiamo parlato anche di queesto libro. Tu ne hai fatto un bellissimo post…..racchiudendo in poche righe tutto il contenuto…..e la sua morale. Ricordo che parlandone ci siamo chiesti: meglio conoscere la vera felicità…. anche se sappiamo che quando finirà piangeremo molto,… o meglio vivere senza amare… e quindi senza rischiare di soffrire troppo? La tua risposta è stata: la verità la puoi vedere solo con gli occhi del cuore……Lì c’è l’intima essenza…Ecco…la tua semplicità rivela sempre una profonda sensibilità….

  5. lorenzo12.rm scrive:

    Leggere di tutto e leggere sempre. Questo è il dovere che abbiamo, in prima analisi, con noi stessi. E stare sempre pronti ad allargare i nostri orizzonti e cambiare le nostre opinioni senza farcene una colpa. Si chiede troppo alla nostra intelligenza? Io no, giuro, io no.

  6. alba morsilli scrive:

    la nonna che chiede in prestito al nipotino “frai tuoi libri hai il piccolo principe”si mi rispose e me porse”
    Mi son sentita più piccola di lui, perchè lui lo aveva già letto e io ignoravo la morale di questo libro.
    Ti fa riflettere come dovrebbe essere l’uomo e come è oggi.
    il libro si rivolge ai bambini ma penso al bambini che vi è dentro l’uomo, è qusi un esame di coscienza per l’umanità

  7. francesca (franci) scrive:

    Non vado mai a vedere film tratti da libri che ho già letto, perchè risulterebbero deludenti. Il libro è sempre meglio, ti rende protagonista, si avvicina al tuo animo e alla tua sensibilità, ti crea immaginazione, fantasia, aspettative. Al di là di ciò, il Piccolo principe io l’ho interpretato non come un rapporto padre-figlio, ma un viaggio dentro sè stessi, un racconto che diventa confessione e, in un certo modo, anche visione. Poi la storia viene sviscerata attraverso il confronto con i rapporti umani, di quegli esseri incontrati di volta in volta e dai quali, il protagonista, trae sempre un insegnamento. Non è una lezione ma una stimolazione. Almeno, io la vedo così, poi il confronto è aperto a tutti, a qualsiasi interpretazione, ad ogni visione. Ecco perchè è appassionante leggere.

  8. franco scrive:

    Avevo già messo il mio commento nel rullo quando tutto era bloccato.
    Volevo infatti parlare del “piccolo principe” perchè sono uno dei pochi che la ritiene un opera cervellotica , una voluta metafora sul rapporto tra adulti e fanciulli (padre e figlio)verso una crescita più consapevole, ma il nonsense regna sovrano in uno stralunato viaggio dentro un piccolissimo sistema solare dove sono rappresentati molti stereotipi umani .Si è detto che è anche contro la guerra perchè Saint-Exupery lo ha scritto durante la seconda guerra mondiale.
    Raccontino certamente non per ragazzi che personalemente non mi ha lasciato nulla sia in una prima lettura tantissimi anni fa ,sia ora in occasione del poco riuscito film di animazione.

    .

  9. Nembo scrive:

    Leggere è acquisizione di notizie e anche istruzione,allenando la mente però ci vuole una motivazione del sapere e la letteratura deve essere piacevole oltre che informativa e istruttiva, altrimenti dopo pagine si chiude il libro. Il piccolo Principe ci insegna tante cose che abbiamo dimenticato, la storia non è solo per bambini, lo stessa ha molto da dire anche ai grandi.Un Saluto

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