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In questi giorni ha preso il via la grande Fiera Internazionale del tartufo di Alba, una cittadina a pochi chilometri da casa mia. E’ una manifestazione che durerà fin verso la fine di Novembre e avrà al suo interno anche il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. Arriveranno amanti ed esperti da ogni parte del Mondo per gustarlo, acquistarlo e parlarne.

Premetto che io non amo il tartufo ma di questo importante evento val la pena parlarne perchè, oltre ai  vantaggi legati al riconoscimento del tartufo come prodotto agricolo, è veicolo di promozione del patrimonio enogastronomico e delle zone vitivinicole Langhe-Roero-Monferrato riconosciute patrimonio dell’UNESCO.

Il tartufo, fin dalle epoche antiche, ha assunto un ruolo di privilegio rispetto a tutti gli altri prodotti della terra, mescolando storia e leggenda, miti, fantasie e realtà.La sua origine è misteriosa, avvolta nella notte dei tempi. Il tartufo era simbolo di opulenza, potenza, ricchezza e ostentato nei banchetti dei potenti in ogni epoca storica. C’è da dire che anche oggi non è certo cibo da “tutti i giorni”.

I tartufi sono funghi ipogei, cioè che fruttificano sotto terra. Sono organismi privi di clorofilla e non definibili come vegetali nè animali. Quando si manifestano determinate condizioni ambientali, il  micelio (cioè l’insieme delle cellule che compongono il corpo del tartufo), dà vita al corpo fruttifero, che contiene le spore.

Chi va a “caccia” di tartufi nei boschi deve assolutamente farsi accompagnare da un cane da tartufi. Esso è il compagno più fidato dei raccoglitori di tartufi. Ha un fiuto eccezionale ed è il vero cercatore!

Ci sarebbe da dire molto su questo pregiato tubero che qui, in piemonte, viene chiamato “trifula” ma considerato che tutti gli appassionati di tartufi, siano essi studiosi, curiosi o accaniti raccoglitori, si avvicinano a loro per l’impiego in cucina, facciamoci questa “mangiata”. Vi dò la ricetta di un piatto della “borghesia” piemontese che si serve come antipasto caldo o come “entrèe” dopo il primo e prima delle carni.

FONDUTA PIEMONTESE

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  • 6 etti di fontina valdostana

  • mezzo litro di latte intero

  • 60 gr. di burro

  • 6 tuorli d’uovo

  • 2 cucchiai di parmigiano

  • tartufo bianco

Tagliare la fontina alcune ore prima a lamelle fini e bagnarle nel latte. Togliere il formaggio dal latte senza sgocciolarlo e metterlo in un tegame, possibilmente di coccio. Aggiungere il burro, le uova, il parmigiano e se si vuole della farina. Cuocere a bagno-maria o sulla fiamma con la retina sopra, a temperatura bassa per circa 1 h. e 30 minuti mescolando continuamente in modo che la pasta gialla diventi omogenea senza grumi nè fili. Servire la fonduta nelle fondine individuali e completarla con il tartufo bianco tagliato a lamelle. Si può anche versare questa fonduta su un flan di spinaci ben caldo grattuggiando sopra il tartufo.

E buon appetito.

 

Franci

 

 

 

 

 

18 Commenti a “TARTUFO: IL TUBERO D’ORO”

  1. edis.maria scrive:

    Franci, giustamente l’hai buttato sull’ironico ,anche io lo intendevo in questa veste!!!!Ho voluto specificare che era autobiografico perchè temevo che molti non potessero credere che IO fossi così sciocca!!!!!!!!!ahahahhahaaah!!!!

  2. francesca (franci) scrive:

    Scusa Edis, forse mi sono espressa male buttandola sull’ironico, ma avevo intuito benissimo che il tuo era un racconto di vita vissuta.
    Grazie, serena notte!

  3. edis.maria scrive:

    Franci è un vero racconto autobiografico! Ciao a tutti

  4. francesca (franci) scrive:

    Bella e divertente la tua storia, Edis. Tu, giovane sposina inesperta avrai “ucciso” un vero tartufo bianco d’Alba, ma il tuo matrimonio era sano, saldo e soprattutto senza “muffe”. Il tartufo si ricompra, si trova sempre ma un matrimonio no. Brava!
    Grazie e un forte abbraccio a te.

  5. edis.maria scrive:

    Allora, molti anni fa, abitavo , giovane sposina, a Fossano, pochi chilometri da Alba! La ditta nella quale era dirigente mio marito invitò, per la Fiera di Alba, tutti i dirigenti, con rispettive mogli ad una cena , nel miglior ristorante della cittadina, per motivi dimostrativi. Si cenò in modo sublime con abbondante “ grattatina” di tartufo bianco.Io lo avevo gustato una sola volta, mio marito sardo mai, ma gli piacque! Alla fine della serata venne regalato, ad ognuno di noi un piccolo tartufo, avvolto in carta argentata e tornammo a casa soddisfatti. Misi il prezioso tubero, dopo averlo liberato della carta, in una ciotolina in attesa di pensare come preparare la fonduta o gli agnolotti alla piemontese con sublime “ grattatina “ .Ero giovane, inesperta di cucina e dovetti farmi insegnare da una vicina come fare! Dopo due giorni pronta e baldanzosa, feci la fonduta. Non avevo chiesto a nessuno come conservare il prezioso tubero ,e…….. lo trovai con una leggera muffa dovuta all’umidità!!!! Non sto a raccontarvi la reazione di mio marito!!! La cosa più bella “” La piemontese sei tu, io sono sardo, che cosa ne so di questi vostri prodotti? Io mi sarei informato, tranquilla non racconterò in ditta come mia moglie ha distrutto un tartufo!!!!””””Per anni raccontammo La morte di un tartufo!!!!!!Ma ritornammo, non subito ad Alba nello stesso ristorante e ogni volta ridemmo di gusto!

  6. francesca (franci) scrive:

    E si che lo sei, adesso hai fatto venire voglia anche a me che non ne vado pazza, anzi direi che non mi piace. Ahahahah….proverò “carogna”.

  7. franco scrive:

    Lo so che sono una carogna …faccio seguire qualche piatto :
    Sformato di zucca al tartufo
    Tortellini al tartufo
    Tagliatelle al tartufo
    Lasagne al tarufo
    Farauna al tartufo
    Tagliata al tartufo
    Cotoletta al tartufo
    Uova con tartufo ***
    ………………..un primo al tartufo costa come una buona pizza!!!!

  8. franco scrive:

    Tanto per farvi venir voglia:

    Sant’Agata Feltria (Rimini) (fiera nazionale del tartufo bianco pregiato)23-30 ottobre
    Bondeno (Fe) festa del tartufo 14-16 ottobre
    Sant Agostino (Fe) festa del tartufo di valle 11-27 ottobre
    Dovadole (Bo) festa del tartufo 16-23 ottobre
    Tratufiera dei Colli Bolognesi (Bologna)ottobre /novembre (vedere specifica).

  9. francesca (franci) scrive:

    Che belli i ricordi di Franco, di Anna, di Alba. Forse chi lo apprezza ha un palato sopraffino.
    Qualche curiosità: Alexander Dumas lo riteneva il sancta sanctorum della tavola.Gioacchino Rossini lo definiva il “Mozart dei Funghi”, e Lord Byron pare ne utilizzasse il profumo come fonte di ispirazione per le sue poesie.
    Però riconoscere la buona qualità del “diamante della tavola” non è semplice. Ma se un diamante è per sempre, il tartufo è per oggi. Meglio, infatti, acquistarlo fresco in una delle tante città italiane di produzione e consumarlo subito perché un tartufo ha 6/7 giorni di vita e non è facile stabilire quando è stato cavato.

  10. francesca (franci) scrive:

    Mi hai fatto ridere sai Alba? Dopo che ti sei “persa” qualche zero davanti la vetrina del tartufaro, sei stata fortunata con tuo figlio. Pensa se nasceva con la voglia di tartufo. Ti avrebbe ridotta sul lastrico!!! Ahahahah….

  11. alba morsilli scrive:

    Una sola volta ho gustato il tartufo grattugiato sopra alle fettucine impastate in casa.
    devo dire che ne sono rimasta intusiasta, forse perchè era la viglia di Natale con tanta neve,
    Ero con l’amore della mia vita, forse tutto questo a inciso non so.
    Ma sta di fatto che da sposina volevo comprare il tarfufo lo vedo in vetrina ma non ho calcolato bene gli zeri,il commesso ha capito al volo e mi disse “signora ma ha visto quanto costa”
    Siiiiiiiiiiiii cavolo ora ho visto bene, grazie grazie ho già comprato, meno male che mio figlio non è nato con la voglia del tartufo ero incita

  12. anna b. scrive:

    Io ho assaggiato il tartufo nero solo una volta, grattato sul risotto.Franci mi hai fatto venire voglia di riprovarlo,troppo buono.

  13. gianna scrive:

    Certo che trovare questi piatti prelibati da cuochi competenti deveno essere squisiti,Il tartufo sara’ pur buonissimo ma molto caro,allora proviamo la ricetta proposta da Francesca.che certamente sara’ squisita. Buon appetito !

  14. franco scrive:

    Che bel ricordo ! Tantissimi anni fa ,forse trenta, mangiai ad Alba in un bel ristorante nella piazza principale la fonduta con il tartufo (bianco sia ben chiaro !) Non si dimentica!!!
    Da noi si comincia ottobre/novembre le varie fiere del tartufo che normalmente è lo “scorzone” ,tartufo nero meno pregiato.

  15. francesca (franci) scrive:

    Be, cari amici, come ho scritto nel mio post anch’io, come Giulio, non amo molto il tartufo. Forse perchè non sono piemontese o forse, come dice Lorenzo, per via del prezzo? Mah…..poco m’importa, ma devo dire che faccio spesso la fonduta valdostana e la gusto appieno anche senza tartufo.
    Grazie e Buon fine settimana amici!!!

  16. lorenzo12.rm scrive:

    Quanto son buoni i tartufi, anche se non tutti sembrano apprezzarli come meritano. Per via del prezzo?

  17. Giulio Salvatori scrive:

    Non vorrei essere il “bastian contrario” della situazione , ma quelle rarissime volte che ho assaggiato il tartufo, non è che mi sia piaciuto più di tanto. Forse perchè, ignorante in materia, preferisco il fungo porcino. E quindi mi dovete perdonare.Brava però Francesca che ha saputo darci spiegazioni e ricette.

  18. Nembo scrive:

    Il tartufo, il tubero d’oro giusta denominazione come ha detto Francesca, alimento estremamente prelibato e molto pregiato, sopratutto ricercato e costoso.La Kermesse che si svolge ad Alba è molto bella con prelibati e squisiti piatti con questo alimento che è il tartufo.E, a proposito di prelibatezze non possiamo ignorare la ricetta proposta da Francesca. Buon appetito!

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