E’ sicuramente appropriato al discorso che facevamo sulla povertà e la solidarietà. Per cui ritengo opportuno riproporlo.

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Ad una ad una le bancarelle del mercato chiudevano. Le cassette di frutta e verdura, quelle buone, venivano portate dentro i furgoni. Gli avanzi guasti gettati in un angolo, ammucchiati ad altri avanzi ormai in fase di deterioramento, invendibili.
L’uomo, in disparte osservava con finta noncuranza.
Vestito in modo decoroso, sui cinquant’anni, sembrava attendere qualcuno che, forse, era in ritardo.
All’allontanarsi dell’ultimo furgone, nello spazio temporale che si crea tra lo svuotamento della piazza e l’arrivo degli spazzini comunali, eccolo avvicinarsi al mucchio di avanzi, furtivamente, guardingo e sospettoso nel timore che qualcuno potesse vederlo. Tocca, rovista, estrae dalla tasca un sacchetto di plastica, lo riempie di scarti di mercato.
Anche per oggi il pranzo è assicurato. La cena, forse, alla Caritas.
La sua perlustrazione è terminata, si volta per andarsene, incrocia il mio sguardo.
Io sorrido, silenziosamente complice di un gesto che gli getta addosso vergogna e tutto l’imbarazzo di cui può disporre una persona che ha vissuto ben altri tempi. Il suo pudore mi confonde, mi sento quasi in colpa per aver infranto il suo segreto, per aver involontariamente scardinato la sua intimità, per aver violato la sua incrollabile dignità. Allungo una mano, titubante, dopo alcuni secondi, incontra la sua. La trattiene e, abbassando lo sguardo, il suo sospiro è un fremito di tormentose e rapide immagini che lasciano solo spazio alla disperazione.
E’ lui a parlare, io ascolto e so che è l’unica cosa che posso fare.
“Sono un padre separato. Avevo una piccola attività. Quando sono iniziati i problemi a causa della crisi economica e ho dovuto chiudere, mia moglie mi ha lasciato. Ho un lavoro precario, dormo in macchina, mi arrangio. Ma ciò che più mi manca sono i miei figli, ma non ho il coraggio di farmi vedere così, mi vergogno troppo”.
L’ho abbracciato e me ne sono andata con la consapevolezza che forse qualcosa avrei potuto dire, oltre che provare un senso di impotente confusione. O era vergogna?

 

Francesca

6 Commenti a “”

  1. gianna scrive:

    Franci, questo post.dovrebbero leggerlo certe persone che la loro pancia e sempre piena,molte persone che per cibarsi vanno a roccogliere gli scarti nei casonetti, la nostra sensibilita’ non serve a nulla, abbiamo un Governo che non sa calcolare come si può andare avanti con un misero stipendio e magari pure un affitto da pagare per campare da persone fallite perche’, rimaste senza lavoro. è proprio scandoloso, mi vergogno che questo argomento è poco sentito. dal nostro (Governo Italiano) fanno i sordi per non pagare le tasse. Ma noi paghiamo anche le loro.Un saluto

  2. francesca (franci) scrive:

    Il rispetto per le opinioni altrui è la base della civiltà, ed io ho rispetto per il pensiero di ciascuno di voi. Grazie e buon fine settimana a tutti.

  3. alba morsilli scrive:

    padri separati,ha pensato alla sua pancia e quella dei i suoi figli ?
    Non èvergognoso cadere in miseria ma è vergognoso non cercare i figli e dirle il perchè di tutto questo. loro sono piccoli o ragazzi hanno bisogno di un padre ma no di un braghe molle,
    qualsiasi lavoro è dignitoso e ti leva dalla strada, sveglia a volte si è poveri perchè lo si vuole esserepoveri

  4. anna b. scrive:

    Argomento veramente difficile da trattare, purtroppo di questi casi è piena l’Italia, mancanza di tutto.Vorrei aggiungere altro… meglio di no.

  5. girasole rm scrive:

    ciao a tutti. La pietà per chi cade senza sè e senza mà è un sentimento dell’animo c’è chi lo hà e chi cerca di addossare ad altri le responsabilità, forse per scaricare la coscienza Se vedo un uomo che stà per affogare lo soccorro senza chiedermi poteva imparare a nuotare

  6. franco scrive:

    Tre domande:
    1° La comunità (Stato) dovrebbe aiutare chi è rimasto in modo così traumatico senza lavoro.
    2° La moglie (se ha una casa) dovrebbe lasciare un tetto al padre dei suoi figli,esistono i separati in casa , comunque anche qui la comunità (Stato) non dovrebbe permettere che un cinquantenne dorma in macchina.
    3° Gli mancano i figli ? Ma è un diritto sancito quello dei separati di vedere i propri figli…a meno che quel signore non abbia detto tutta la verità.
    E’ chiaro che di questi casi se ne vedono sempre di più e la cosa è scandalosa perchè vuol dire che le tutele e le leggi sono lacunose.
    Ma peggio sono gli anziani da 500 euro al mese di pensione con affitto da pagare ! Il cinquantenne se è in buona salute può darsi da fare e trovare un lavoro.

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