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La Geltrude, una donna di una certa età forte e laboriosa, non sopporta che gli animali domestici invadano il suo orticello quando è zappato e coltivato: soprattutto i gatti e le galline. Il gatto poi, come tutti sappiamo, è un animale pulitissimo, quando ha necessità fisiologiche , scava una buchetta che ricopre accuratamente dopo il fatto.
Un urlo lacera l’aria, dal terrazzo osservo la Geltrude che imprecando verso il gatto salito sulla pergola, cerca di pulirsi la mano strofinandola fra l’erba (…).Faccio finta di non aver visto nulla e le chiedo : “ Che avete fatto Geltru’ ?”

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Alza la testa verso la mia direzione e con voce piagnucolosa : “ Voleo piantà un delle piantine di insalata, basilico e altre cose, col dito voleo fa’ un buchetto e ho trovato la cacca di quel mostro lassù, se mi capita vicino gli do’ il rastrello in testa, così un ci rivéne a falla nel mi’ orto .(…) Tu sentissi che puzzo !”

La Pacciò, che abita vicino, sentendo la Geltrude lamentarsi , accorre premurosa, quando è vicina, arriccia il naso con aria indagatrice , poi sbotta : “ Oh Geltrù, ma perché puzzate così? Che avete fatto ? “

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La povera Geltrude si sente offesa e con amarezza rimprovera la Pacciò : “ Ricorditi bimba, che io mi lavo di cima fondo tutte le mattine, la colpa è di quel mostro di gatto lassù”
La Pacciò si scusa “ Ora capiscio tutto, lo sentio ch’era un puzzo troppo forte.”
Nel frattempo nella piana di sopra, circondata dai pulcini, la chioccia della Marì, si da’ da fare a raspare un pezzetto di terra accuratamente coltivato. Un urlo più forte del primo lacera l’aria : “ Guarda quella chioccia che mi combinaaaaaa, ho seminato l’insalata proprio ieri .”

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La povera Geltrude si arma di un rastrello e rincorre l’intruso volatile seguito da un pio pio generale. Dalla finestra ch’è di fronte al mio balcone, la Maria sposta lentamente la tendina della finesta ma non si affaccia. Il movimento non passa inosservato alla Geltrude :
“ Mariiiii, la voi rimette quella chioccia o gli tiro il colloooo?”
Silenzio assoluto.La Pacciò che ha visto tutto, le raccomanda di non arrabbiarsi :
“ Oh Geltrù, eno bestie, un li sano mia i confini, ci vol pazienza .”
La Geltrude scuote la testa sconsolata , prende a braccetto la Pacciò e s’avvia verso casa.
Non mi intrometto . Osservo il gatto sulla pergola e rido di nascosto .

 

Giulio Salvatori

 

 

Aggiungo, di mia iniziativa, un  video che contiene le meravigliose note del  fantastico sax suonato dal nostro caro amico Giulio. Il video è costruito da Lucia. Un sentito grazie ad entrambi.

Franci

Immagine anteprima YouTube

17 Commenti a “LA GELTRUDE…….di Giulio Salvatori”

  1. girasole rm scrive:

    La bellezza di questo post a mio parere è che ci porta una ventata di aria fresca. La semplicità della vita ormai perduta nelle grandi città. La frenesia di correre (Ma dove?) Non avere più tempo da dedicare alla cultura l’assillo dei Bond, le bugie dei politici. Tutto questo alla Geltrude non importa un fico secco è conduce una vita piu corente con l’essere umano.

  2. francesca (franci) scrive:

    Urca, sono più famosa in Versilia che a casa mia. Qualche mese fa ho avuto i complimenti del Presidente del Consiglio Comunale di Seravezza, adesso quelli della scuola del tuo Comune. Il tutto grazie a te, Giulio. Sono commossa e onorata! Il prossimo step sarà cittadina onoraria? Ok, preparo il costume. Ciao e grazie a te e a tutti.

  3. Giulio Salvatori scrive:

    L’insegnante di un plesso scolastico del Comune, mi ha invitato stamani perchè vogliono fare dei lavori sul dialetto…Ho portao il racconto qui pubblicato e sono rimasti meravigliati.Hanno fatto i complimenti a Francesca e mi hanno offerto un caffè.Sono piaciuti i commenti:tutti.Ho lasciato altro materiale e ci incontreremo spesso per far sentire agli alunni la fonetica e la conoscenza di certe definizioni.Insomma faranno sicuramente un buon lavoro. Vi terrò informati.

  4. francesca (franci) scrive:

    Interessanti gli ultimi due commenti di Giulio e Franco che fanno riferimento ai dialetti. Sarebbe argomento da trattare in un eventuale prossimo post. Nel frattempo io penso che, anche se i dialetti sono stati a lungo considerati lingue di second’ordine, sono in realtà lingue a tutti gli effetti, esattamente come l’italiano. E’ vero che, dopo che il fiorentino si è imposto sugli altri, i vari dialetti hanno subito vicende storiche diverse,limitandosi ad essere mezzo di comunicazione fra gli abitanti di un’area circoscritta, mantenendo però ciascuno la propria storia.

  5. carlina scrive:

    Bravo Giulio, molto carino, simpatico e spiritoso il tuo racconto ti strappa un sorriso di compiacimento
    Bella l’idea del sax, sei riuscito a farci un bel regalo

  6. franco scrive:

    Sono iscritto da anni al “Sandrone” sodalizio modenese che prende il nome dalla nota maschera ,per salvaguardare il dialetto. Credo che il socio più giovane abbia superato i settant’anni , fra 20/30 anni il dialetto non sarà più parlato e ci saranno solo libri e rare registrazioni . Questo per rialacciarmi a quello che ha detto Giulio…è molto difficile coinvolgere insegnanti o alunni, forse in un centro piccolo. Mio nipote qualche parola in dialetto la sa perchè è interessato e perchè scrivo in dialetto e lui legge, ma un conto è sapere qualche parola , che nel tempo si perderà, un conto è parlarlo e scriverlo. Come il latino ,anche i dialetti saranno lingue morte , forse il nostro compito è lasciare più testimonianze possibili in modo che , quando si vuole, lo si possa far resuscitare anche solo per studio. Sono le nostre radici……

  7. Giulio Salvatori scrive:

    Il brano era tutto scritto in dialetto o nella nostra parlata.Ho lasciato qualcosa per non perdere la musicalità del testo almeno nei dialoghi.Ormai anche il dialetto, almeno da noi, muore.Vi dirò che con i miei scritti cerco di “salvare il salvabile” Alcuni insegnanti collaborano facendo partecipare gli alunni ad un concorso dialettale indetto da una Pro-Loco del Comune …speriamo bene . Vi ringrazio

  8. michelangelo scrive:

    Adoro le storie come questa scritta da Giulio, storie che trasudano emozioni e ilarità al tempo stesso. Situazioni buffe e impreviste che legano personaggi di un tempo che fu nella quotidianità di quello che, allora, era il mondo dove tutti ci si conosceva, tutti si era amici di tutti. Giulio è sicuramente bravissimo a cogliere questi preziosi attimi e a descriverli con sapienza e abilità, così da farli apparire simpaticamente ridicoli ma che, in fondo in fondo, nascondono una morale di profondo sentimento, spirito e costume non indifferenti. Bravo Giulio, raccontacene ancora tanti di questi “pezzi” di vita, li conserveremo come si fa con le cose rare e preziose.

    P.S. – Colgo anch’io l’occasione per fare gli auguri di Buon Compleanno ad Alba Morsilli.

  9. francesca (franci) scrive:

    E mi perdonerà il buon toscano Giulio se approfitto del suo post e mi prendo un piccolo spazio per augurare alla nostra cara amica Alba i migliori AUGURI DI BUON COMPLEANNO!!!! Da parte mia e di tutta Incontriamoci.

  10. francesca (franci) scrive:

    E che deve dire “la” Francesca? Che i racconti di Giulio contengono sempre qualcosa che, anche se di primo acchito appare divertente, a ben guardare (leggere) hanno riferimenti così reali da commuovere. Lui scrivendo, sa toccare il profondo dell’anima arrivando là dove si nascondono le nostre emozioni. Voglio dirti, Giulio, che la Cheruba non ha nulla da perdonarti, anzi sono certa che da lassù ora ti (ci) sta leggendo con tanto piacere e un sorrisetto malizioso in viso. Non ha più il rastrello in mano ma le sue braccia ti stanno stringendo in un abbraccio colmo d’affetto (tu non te ne accorgi ma è così).
    Buona Domenica a tutti.

  11. Nembo scrive:

    Una storiella ironica e divertente che ci fa rivivere momenti realmente accaduti e con il nome Geltrude mi riporta in mente anche un nome simile ovvero Gertrude ovvero la monaca di Monza.Una bella musica con sassofono dovuta all’Esperienza e professionalità quella presentata da Salvatori.Un Saluto

  12. Giulio Salvatori scrive:

    E’ doveroso , come sempre, ringraziare Francesca perchè sa trovare le giuste immagini:non è facile. Ma ormai siamo abituati alla Sue Pennellate che abbelliscono la tela…Vi sarete accorti che il racconto è un po’ “spezzato”. Ho dovuto accorciare per non prendere troppo spazio, ma la sostanza c’è tutta. E ho voluto proporlo per trovare una scenetta -VERA-, e cancellare per un attimo le brutture della vita legate ai fatti di questi ultimi giorni.La Geltrude, nome immaginario, si chiamava Cheruba e il suo orto confinava proprio con la mia casa.Ho assistito più di una volta alle “lotte” fra Lei e il gatto e la chioccia.Ma era il suo giardino, rivedo ancora tutti i narcisi intorno alle piante da frutto, le rose appiccicate alla rete, gli iris..e Lei appoggiata al suo rastrello a fare la guardia alle sue verdure.La Geltrude, non ha mai saputo che il suo orto era entrato nelle mie publicazioni e ogi nelle Vostre case. Spero che di Lassù mi perdoni. Ringrazio anche Lucia Baciocchi del lavoro fatto. Grazie . Questa volta lo zoticone e maledetto toscano, si è commosso.

  13. lorenzo12.rm scrive:

    Grande Giulio. Naturalmente, io sono col gatto.

  14. edis.maria scrive:

    Un intermezzo agreste, delizioso,che in poche righe riesce a caratterizzare persone, animali e ambiente così naturale ,in ogni dettaglio ,che pare di assistere ad un breve fotoromanzo con finale ironico, ma ” bonaccione”! Inutile complimentarsi per le capacità di Giulio Salvatori sia come musicista, ma , ultimamnente, anche come scrittore di brevi, sagaci e piacevoli ironie! Sbaglio o il ” toscano” spunta sempre??

  15. gianna scrive:

    Ciao Giulio Salvatori, bellissimo e molto simpatico il tuo racconto,La Geltrude, un simpaticissimo post, scritto da francesca,un video molto bello con meravigliose note del tuo Sax una melodia struggente,grazie al video costruito da Lucia.un sentito ringraziamento a voi,La Geltrude una donna simpaticissima,nessuno può vivere in libertà lei ama la sua terra il suo giardino e vietato calpestare l’erbetta povero gattino ,cosi pure i pulcini, molto simpatica per le sue idee. Giulio, chiediamo ancora racconti cosi simpatici e allegri che portano la serenità nei nostri cuori. Un caro saluto a voi.

  16. alba morsilli scrive:

    Ma Guarda il toscanaccio, che mi ha fatto morire dal ridere, e ci voleva proprio oggi il tempo brutto incideva sull’umore.
    Prima ancora di leggere mi ispiravano simpatia le foto, scelte con cura,
    Provate come ho fatto io a leggere con il sotto fondo del Sax ci da quel tocco quel certo non so che intriga la vicenda.
    Mi ha divertito leggere che nel mio immaginario vedevo la scena su un teatro, e ridevo come una matta, Applausi! Applausi! A te Giulio per la tua creatività

  17. franco scrive:

    Oltre che a suonar bene il “toscano” da buon crepuscolare palazzeschiano , scrive quadretti piacevolissimi.
    Curiosità : come noi emiliani anche i toscani mettono l’articolo davanti al nome femminile …la Geltrude ( e non Gertrude !!!) , la Marì ecc. anche noi diciamo l’Anna , la Maria e via dicendo. Al contrario dei lombardi che l’articolo lo mettono davanti al nome maschile…il Mario , il Giulio ….e ovviamente il Franco

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