tono

Il tono della voce è la parte emozionale di quello che diciamo.

Il tono della voce parla di parole non dette.

 

LA MACCHINA CHE CI FA PARLARE. La voce che ciascuno di noi ha è una faccenda di polmoni, corde vocali, laringe, bocca, denti, lingua… una complicata macchina per parlare.
I polmoni pompano aria, e l’intensità della voce (dal sussurro all’urlo) dipende da quanta aria viene pompata. L’aria fa vibrare le corde vocali, che producono suoni di diversa frequenza: dalla lunghezza e dalla tensione delle corde vocali deriva la qualità della voce (gli uomini hanno corde vocali più grosse e voci più gravi delle donne o dei bambini).
Il tono e il timbro (squillante, cristallino, roco…) invece, sono modulati soprattutto dalla laringe. E le parole articolate si formano ancora dopo, tra labbra, denti, lingua. Tutto questo complesso apparato viene guidato dall’area cerebrale di Broca. L’area di Broca, il centro cerebrale che presiede alla trasformazione in lingua parlata dei nostri pensieri, è coinvolta anche nella strutturazione “grammaticale” del nostro discorso interno. La scoperta sarà di aiuto per lo sviluppo di nuove terapie nei pazienti colpiti da afasia.

 

Ma allora è vero quel detto che dice: metti in funzione il cervello prima di aprire bocca!

Quello che ho scritto sopra è frutto di una ricerca che ho fatto nel web perchè voglio raccontarvi che cosa mi è successo l’altro giorno nell’elegante scuola di parrucchieri dove mi sono recata per un taglio di capelli.

Grandi saloni, ambiente con aria condizionata, specchi ovunque, però scarsa cortesia nei confronti dei clienti. Forse, ho pensato, dipende dal fatto che eravamo in tante, ma pazienza, ormai c’ero e ho aspettato il mio turno.

Non ho pretese per la mia acconciatura, porto i capelli corti e sono bianchi, perciò l’unica cosa che desideravo era accorciarli un pochino.

Mi accordo con la pseudo-parrucchiera e le spiego come li desidero. Da notare che udivo perfettamente ciò che mi diceva, e rispondevo adeguatamente.

Ma la mia testa è finita sotto a mani nervose dove le forbici, più di una volta, hanno punto il cuoio capelluto tanto da innervosirmi silenziosamente, ma tacevo.

Finito il taglio, chiama una ragazzina per il lavaggio. Nel frattempo sento la sua voce che le dice, in tono molto dispregiativo”Parla forte, è sorda”. Ho ingoiato ancora.

Ma quando mi prendono sottobraccio, come fossi un’handicappata, per scendere un gradino di 5 cm. non ci ho visto più.

Anzi, Alba ha visto rosso!

Senza concedere a nessuno il tempo di parlare ho tirato fuori tutta la rabbia che avevo dentro. Non m’importa mi abbiate definita  sorda, che in fondo non è così male, ma quel vostro tono sprezzante mi è stato fastidiosamente insopportabile. Mi avete definita la vecchia, l’handicappata.

E allora ve lo faccio vedere io chi è vecchia. Ho preso il phon e mi sono asciugata i capelli da sola. Loro volevano i soldi  per il taglio, io gli ho risposto che sarei andata dai Carabinieri.

toni

Non mi era mai successa una cosa del genere, ero sempre stata coccolata dal parrucchiere. Era la prima volta che entravo in quella scuola ma di certo sarà anche l’ultima.

La mancanza di rispetto non la sopporto e guai a chi ci prova a mancarmene.

Hanno trovato la “vecchia” che li ha messi a tacere, che non si fa mettere sotto i piedi da nessuno.

Se questo avviene nella scuola dove si dovrebbe imparare l’arte, la psicologia e il buon modo di trattare un cliente, mi domando a quale mondo andiamo incontro.

Alba

11 Commenti a “IL TONO DELLA VOCE……di Alba Morsilli”

  1. Giuseppe3.ca scrive:

    In genere per calmare le persone che tendenzialmente gridano gli si dice: Se proprio dovete gridare, gridate piano”… ma tu Alba, in questo caso, hai fatto bene a gridare forte. Brava, ciao.

  2. alba morsilli scrive:

    Mi piace l’inconscio andare a scavare dentro ogni persona, perciò io dò molta importanza al tono della voce, essa è come gli occhi rispecchia l’anima.
    Mentre con la scrittura ti possono far capire quello che vogliono, il parlare, il tono della voce, bisogna essere molto abili a mascherarli.
    A volte basta una cadenza,una frase dialettale,qualche esclamazione di troppo, che tu capisci il suo pensiero in modo negativo.
    Tutto questo aggiunto alla mimica del viso, e l’occhio spento, ti fa capire che non hai davanti una persona sincera.

  3. paul candiago scrive:

    Nella storia millenaria dello sviluppo ed Arte del parlare, da parte dell’Umanita’, servendoci della bocca e il corpo, ci mostra un’ espressiva,emotiva capacita’ dell’Arte comunicativa impressionante: presente in tutte le lingue.

    Il parlare, unito al professionalismo scolastico e commpetenza sul soggetto/i che vengono esposti, sono gl’elementi che mostano le sfaccettature della mentalita’ e cultura dei popoli e la singolare personalita’ dell’Oratore.

    Parlare, non solo per chiacchierare come passatempo, ma anche per gustare l’Arte di Parlare= comunicare.

    Una affinita’ al parlare e’ il cantare: tutti lo possiamo fare, ma chi fa sua l’Arte del Cantare (bel canto) spazia molto piu’ in alto. Cordiali saltuti, Paul

  4. Giulio Salvatori scrive:

    Sono quelle situazioni che non sopporto, brava e brava. Hai dato una bella lezione

  5. franco scrive:

    Distinguevo gli articoli e i commenti dalla chat . I primi sono la stessa cosa di ciò che leggi sui giornali,ti possono piacere o non piacere, li puoi capire o non capire , se ti hanno interessato puoi scrivere al Direttore commentandoli(come a volte accade).Per la chat hai ragione…ma lo strumento per ora è quello , se uno vuole una comunicazione più veritiera va in skype. Quindi anche per il telefono vale la stessa cosa …ma se dall’altro capo uno ha il raffreddore e di barla così ?

  6. francesca (franci) scrive:

    Condivido Franco, ma non del tutto. Poesie, libri, articoli e saggi ecc…sono scritti e raccontati per spiegare qualcosa ma possono piacere o meno. Se ti piace una poesia, un romanzo, un saggio, li leggi e li apprezzi. Al contrario se non ti piacciono li ignori, magari non comprendendo ciò che l’autore voleva trasmettere. Ti faccio una domanda: ti capiterà, penso, di parlare almeno una, o più volte, al giorno con persone, amiche, conoscenti, parenti, persone conosciute ma anche sconosciute, al telefono, no? E il loro sguardo, mentre parlano mica lo vedi. Però dal loro tono di voce capisci benissimo ciò che intendono comunicarti. E allora?

  7. franco scrive:

    Cara Francesca per quello manca anche lo sguardo che “parla” molto più del “tono di voce”. Con quel criterio però nessuno scritto , poesia, romanzo, racconto ,saggio non avendo il supporto del tono di voce sarebbe solo una sequenza di parole….mi pare non sia così…se uno è chiaro nell’esporre verbalmente lo è anche nello scrivere e forse voce o non voce , chi non vuol capire non capisce.

  8. francesca (franci) scrive:

    Al di là dell’esperienza negativa di Alba, credo che il tono di voce sia molto importante soprattutto quando si vuol comunicare qualcosa in particolare o si vuol essere convincenti verso qualcuno. Quello che manca, invece, nei social ed in particolare qui nei blog, è proprio il tono di voce perchè le parole che si scrivono possono avere significati e interpretazioni diverse. Nell’online ci si ritrova ad aver a che fare con le opinioni, i giudizi, i pareri positivi o negativi di chi scrive. Ci si confronta con la percezione delle persone, non tutte percepiscono allo stesso modo mancando, appunto, il tono di voce. E’ questione di pochi secondi e il gioco è fatto. Ad alcune persone può piacere il modo in cui scrivi, ad altri, purtroppo no. Ecco perchè, per trasmettere emozioni, stati d’animo, pensieri scrivendo, bisogna fare molta attenzione a come lo si fa, all’impronta che si deve dare alla parola scritta. Non sempre risulta facile, non sempre siamo compresi, spesso si resta fraintesi e nascono inutili, se non dannose, divergenze. Perchè? Manca il tono, tutto qua.

  9. gianna scrive:

    Alba questo tuo post,perche’ questi giovani non hanno rispetto per le persone Anziane ,mi fanno arrabbiare c’è molta maleducazione in molti giovani, se fosse il tuo carattere autorevole come dici ora cara Alba e difficle cambiarlo, potrai modificarlo se questo fosse il vero motivo ma non cambiarlo, comunque l’educazione comportamentale deve partire prima dalla famiglia, insegnare il rispetto che è la cosa piu’ importante, non sono gli studenti che devono fare la scielta tra gli alunni giovani o non,buona fortuna non cedere continua la tua strada e vedrai che c’è la farai. In bocca al lupo. Un saluto di ncoraggiamento Alba, ciao

  10. franco scrive:

    Non c’è cosa che mi faccia maggiormente arrabbiare come l’insolenza e la maleducazione dei giovani verso gli anziani . Per fortuna non mi è mai capitato , sarà il mio aspetto un pò severo (o autorevole come dicono!).
    Hai fatto benissimo Alba , sarei stato più duro se fosse capitato a me, ma come giustamente dici il “difetto è nel manico” se a monte nessuno insegna l’educazione …il risultato è quello.

  11. lorenzo12.rm scrive:

    Mamma mia, Alba. Hanno avuto ciò che si sono meritato. Ah la voce quanti guai può fare! E non se ne può prescindere, nel bene e nel male. Però, ti darei un consiglio. Ritornaci, a fini educativi: può darsi che alla fine capiscano. Ciao Alba.

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