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Attualmente si combatte in ventiquattro stati africani , nelle nazioni dell’est dell’ex Unione Sovietica , in buona parte degli stati asiatici sudorientali , in guerriglie permanenti nell’America latina e nei noti martoriati stati asiatici: Afghanistan , Iran , Iraq , Siria, Egitto e Turchia ,oltre alla “guerra ” terroristica anche in casa nostra. Gli italiani pacifici e colti , non stanchi di queste guerre che ci vengono propinate quotidianamente dai media , strisciano tra i cespugli col kalashnikov finto che spara proiettili di vernice (paintboll) , in tuta mimetica , camuffati tra la vegetazione in attesa “del nemico”.

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Per “giocare alla guerra” inoltre si spendono moltissimi soldi per le attrezzature e per realizzare i “campi” , soldi che potrebbero esser spesi in ben altre pacifiche ed altruistiche attività.

Ci sono vari club in Italia , ne cito alcuni : “i soldati lombardi” , “le pantere di Bergamo”, gli “Spartani race”…sì perché ci sono anche gli spartani che ad Orte fanno giochi ancor più masochistici e a mio parere, privi di alcun senso.

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Ma questi arditi guerrieri “dè casa nostra” hanno dei figli , che ovviamente giocano alla guerra se non altro con la playstation .

Non voglio fare discorsi psicoanalitici perché non ne ho titolo, ma vorrei sentire dei pareri per capire se sono solo io che ritengo questi “sport” demenziali.

Faccio mia una poesia di B. Brecht della quale pubblico un brano:

“I bambini giocano alla guerra

è raro che giochino alla pace

perché gli adulti

da sempre fanno la guerra.

Tu fai “pum” e ridi

il soldato spara

e un altro uomo

non ride più “.

Mi domando perché è necessario sfogare tante aggressività in questo modo , quando esistono sport bellissimi (senza fucili, mimetiche o pallottole) , che possono far smaltire l’adrenalina di chi ne ha in eccesso e in modo più sano ed intelligente , ma soprattutto che mandano ai bambini e ai giovani messaggi di sana competizione e pace.

Spero, come dice il poeta Carl Sandburg che …” un giorno faranno la guerra e nessuno vi parteciperà”.

Ma termino con una frase al femminile , perché “guerra” , anche se è un sostantivo femminile è assolutamente maschile …anzi maschilista. Prendo un aforisma della poetessa Eve Merriam che è una speranza…” Sogno di dare alla luce un bambino che mi chieda “mamma che cos’è la guerra ?”.

 

Franco

17 Commenti a “GIOCHI DI GUERRA….di Franco Muzzioli”

  1. franco scrive:

    Ai miei nipoti ho fatto scudi e spadine di legno con disegnati grifoni e acquile perchè potessero giocare ai cavalieri della tavola rotonda, ho fatto le fionde per fare tiro a segno, mi sono rifiutato di fare armi che potevano far pensare a guerre attuali. E’ insito soprattutto nei maschi il “gioco della guerra” anche perchè di guerre è piena la storia e quindi non è possibile ignorarne anche il fascino soprattutto di quelle antiche, fatte di cavalli ,cariche , lancie, archi ecc. Ma è un pò come giocare con le favole ,con la fantasia. Altra cosa è scimiottare le guerre attuali soprattutto se questi “giochi” sono fatti da adulti.
    Penso che questa distinzione tra antico e moderno sia la chiave per portare i ragazzi verso il concetto di pace , lasciando sfogare le loro energie anche in fantasie di “antiche gesta”.

  2. francesca scrive:

    Si Nembo, le cerbottane le ricordo, bei giochi, semplici e innocui, seppur divertenti. Ma niente a che vedere con il Softair.
    Un caro saluto.

  3. Nembo scrive:

    Francesca, non conoscevi il Softair e sinceramente non hai perso nulla, però non mi dire che non ricordi le famose “Cerbottane” ovvero quei tubi generalmente di plastica usati dai elettricisti con lunghezza variabile dove si mettevano i bussolotti di carta arrotolati e, una volta inseriti si soffiava all’estremità del tubo con forza facendogli poi fuoriuscire, e come impugnatura ricordo che si mettevano le mollette di legno quelle usate per stendere la biancheria. Che bei ricordi. Un Saluto

  4. francesca scrive:

    Devo essere sincera, e scusarmi per la mia ignoranza ma non conoscevo affatto il Softair, che come ha detto Nembo, tradotto letteralmente significa “aria soffice”. Mah….mi domando che piacere si prova a simulare guerre e combattimenti, per gioco. Lo trovo abbastanza insulso. Anzi, aggiungo che tutti i GIOCHI DI GUERRA sono insulsi e aberranti. Con tutti gli sport che esistono al mondo, proprio alla guerra bisogna giocare?

  5. enea.pi scrive:

    camerata vuol dire anche appartenere alla stessa corporazione, essere dalla stessa parte contro un nemico comune. HAHAHA ma perche ai piccoli maschietti compriamo pistole ad acqua poi pistole con pallini di plastica e alle femminucce compriamo le bambole i video giochi sono tutti giochi di guerra poi ipocritamente ci meravigliamo se anche da adulti giocano a farsi la guerra fosse pure con proiettili colorati Comunque i neo nazisti e i neo fascisti continuano a chiamarsi CAMERATI

  6. franco scrive:

    Caro Nembo sono figlio di militare ! Mio padre alla fine della guerra era maggiore (molto giovane) , poi ha dovuto scegliere il comando dei Vigili Urbani di Modena, perchè mia madre non voleva lasciare la città per il suo lavoro, se no sarei stato di certo figlio di generale.
    La divisa non l’ho indossata realmente , ma ne era pervasa tutta la famiglia e forse è per questo che ho una certa idiosincrasia per tutto ciò che è militare.
    Ho l’impressione però che certi valori così pregnanti e importanti , nel mondo di oggi abbiano perso molto della loro attendabilità.

  7. Nembo scrive:

    Una precisazione dovuta senza far venire la pelle d’oca o brividi alla schiena a nessuno. La parola cameratismo che intendevo è riferita nell’ambito militare ed è intesa come:Amicizia, solidarietà,spirito di corpo, unione, confidenza e altro ancora, come si evince non la usano solo i Boy Scoouts. Non pensiamo sempre male, che di male ce ne già abbastanza. Un Saluto.

  8. Nembo scrive:

    Vero, permane il dubbio sul reale riconoscimento del Softair da parte del CONI anche se quedto tipo di attività sono associate con varie sigle una in particolare CSEN ovvero ente di promozione sportiva riconosciuta dal CONI.A tal proposito a Novegro (MI) giorni 13-14 Maggio in occasione di Militalia questa disciplina aveva tutto per sè un grande capannone adibito esclusivamente a questi appassionati che sono migliia i quali stanno facendo pressione per essere riconosciuti come attività sportiva. Vero anche che dietro a tutto questo c’è un grande giro d’affari.Preciso tanto per chiarire che non sono affatto un appassionato di questa attività di finta guerra e dico anche che il vero tiro dinamico ovvero comunemente IPSC Shooting è tutt’altra cosa. Orgoglio e sacrificio non è solo per chi lavora in fabbrica o in ufficio o altro ancora, anche fare il militare è un lavoro da professionista e, i nostri militari all’estero sono ben voluti da tutti per quello che fanno e ripeto sempre orgoglioso che gli stessi rappresentano il nostro tricolore. Certo che chi non ha mai indossato una divisa non sa cosa si prova averla indossata.

  9. franco scrive:

    Scusate dimenticavo il lato “sportivo ” . Non c’è nessun documento che dice che il “softair” (o simulazione di guerra), è uno “sport” ammesso o accettato dal CONI , c’è un documento che lo mette genericamente tra gli sport di tiro dinamico, come ad esempio il pentathlon , ma nessuna ufficialità del nostro Ente sportivo. E’ chiaro che ci sono grossi interessi dietro , soprattutto per chi fabbrica le armi che sono ovviamente molto costose. Un conto è tirare al bersaglio con l’arco o la carabina, un conto è un incontro di spada,un conto è la simulazione di una guerra con tutte le implicazioni etiche , estetiche e morali .

  10. franco scrive:

    Scusate ma è attaccato al primo commento!

    Spero che tenacia , orgoglio e sacrificio siano valori espressi nel lavoro , che le uniformi siano solo un modo per distinguere delle squadre o delle attività e che la seconda pelle non sia una divisa , ma il convinto e pacifico rispetto per gli altri.

  11. franco scrive:

    Nembo ha detto cose giuste , ma ne ha dette altre che mi hanno fatto venire un brivido nella schiena. Sogno per i miei nipoti una Patria ben più ampia di quella attuale , senza dimenticare le radici che sono un’altra cosa. Spero che questa Patria non sia da difendere perchè formata da pacifici uomini di buona volontà e anche perchè con le armi atomiche teoricamente non ci difende più.
    Spero che il cameratismo sia un termine usato solo dai boy schuot

  12. nembo scrive:

    Purtroppo abbiamo nel mondo molte guerre ( vere) in atto con centinaia di morti ogni giorno e non sono finti, come finto è il gioco del softair descritto nel Post. Inizio subito nel dire che questa attività sportiva-ricreativa-di squadra è riconosciuta da qualche anno dal CONI, con tanto di regolamento anche se ci sono molti avventurieri solitari fai da te, questo sport si pratica generalmente all’aria aperta o in casolari in disuso e abbandonati, il softair per correttezza bisogna dirlo è praticato in tutto il territorio nazionale e non solo nelle città del Nord menzionate, gli avventori di questo sport Softair aria leggera così sarebbe da definire e non (tiro dinamico sportivo che è ben altra cosa che si pratica con armi vere nei poligoni regolari) lo si pratica con armi in metallo identiche alle armi vere e repliche con abbigliamento tattico mimetiche, buffetteria, anfibi, visori notturni giubbini tattici e altro che i nostri militari li sognano, il tutto molto, molto costoso. Non voglio fare il moralista ne il moralizzatore ma molti di questi soggetti vogliono mettersi in mostra con facce dipinte registrandosi perfino e, si sentono Rambo o Cal Of Duty ( operazione Cobra in videogiochi)rispetto ogni tipo di sport e competizione sana senza andare oltre o andare al di là dei casi estremi in questo caso con tanto di gradi e stellette militari ( proibite)L’abito serve per coprirsi, in questo caso la mimetica ovvero l’uniforme per un militare vero è una seconda pelle, chi è militare o chi ha fatto il militare in qualunque corpo sa che l’uniforme fa parte di qualcosa di grande e di importante fa sentire uniti, unici con la bandiera, la disciplina, l’amore per la Patria, cameratismo, lealtà, sacrificio, orgoglio, tenacia, e altro ancora che sono i pilastri dell’Etica militare, valori che si portano sempre nel cuore. E’ sempre meglio una cosa semplice che funzioni che un qualcosa di troppo che si intoppa a volte con la realtà o un vero scenario. Spero che questi avventori di scenari di guerra ricordano che le guerre portano distruzione, morte, disperazione, e dolore. Nella speranza di un prossimo avvenire di pace o almeno con meno scenari di guerra.

  13. gianna scrive:

    Franco il tuo post, oggi per stare in argomento si parla di guerre, meglio parlare di Pace, ma questi sono ragazzini notizie di tutti i giorni ma questi sono giochi dei ragazzini questo è un argomente sempre presente ma queste sono guerre finte ,televisione più che di stragi e guerre raccontano omicidi, suicidi, ora che andiamo verso il periodo ferie ci saranno solo cartoni animati.L’importante che paghiamo il canone. Un saluto

  14. alba morsilli scrive:

    voglio essere bastian contraria, sabato 27 Maggio qui a Genova abbiamo avuto l’onore di avere il Papa, Francesco come tutti lo chiamavano,
    la piazza al mare hanno scritto che contava circa 80 mila presenze, tra qui molti molti giovani di ogni parte d’Italia.
    Forse noi come sempre diamo più peso o fanno più clamore le notizie brutte, ma tutti quei giovani pregavano cantavano, e io per la gioia che mi hanno dato a sentirli piangevo.
    Forse era Francesco che ha saputo entrare nel cuore di tutti, o forse al mondo c’è ancora del buono, forse è nascosto bisogna andarlo a cercare.
    Ma una cosa è certa noi adulti siamo il loro esempio la loro educazione e ci guardano ci giudicano, siamo noi gli sbagliati, loro i giovani giocano alla guerra perchè non hanno passato quella vera, sta girando un gioco molto brutto è russo si chiama il gioco della balena dove i ragazzi portano altri bambini al suicidio,
    viviamo in un mondo di superficialità e così trattiamo anche i nostri figli,fare i genitori non è un gioco è fatica e pazienza.

  15. franco scrive:

    Caro Lorenzo il sentimento di pace dovrebbe essere insito nell’animo umano e se non lo fosse, almeno per qualcuno, non staremmo qui a parlarne , perchè la guerra è sempre stata la scena del mondo.
    Ho fatto mie le parole del poeta Sandburg , perchè alla fine credo che per cultura e appunto per inisto desiderio di pace ,l’uomo diserterà le guerre.
    Ma al di la del fatto filosofico è la ricerca ludica di questa “attività abberrante” che mi sconvolge. Ridurre la cosa più tragica e sbagliata che possa fare l’uomo a gioco, mi pare una vera e propria idiozia.

  16. lorenzo12.rm scrive:

    Franco, il tuo post spinge ad ardite considerazioni: non facciamo guerre e non giochiamo alla guerra solo se i nostri animi ci richiamano costantemente alla pace, per finta o per davvero. Ma i richiami di questo tipo non ci sono o sono assolutamete minoritari. Con chi ce la prendiamo se non con noi stessi? O con chi ci rappresenta sul piano civile, politico, religioso? Diciamole tutte le verità. Perché noi, pur armati, siamo disarmati nelle coscienze. E allora dove andiamo?

  17. Giuseppe3.ca scrive:

    C’è guerra in tutto il mondo, guerra vera, lotta per la sopravvivenza, lotta per sfuggire alla morte. Gli uomini in pace si dedicano alla guerra finta, guerra virtuale. Sono uomini perdenti nella vita che hanno bisogno dei giochi di guerra per sentirsi vincitori; pura illusione perché saranno sempre perdenti.

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