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Le ragioni di questa stagione così strana me l’ha spiegate Marcello che in fatto di meteorologia ne sa più del colonnello Bernacca. Un uomo che ha passato la vita fra i blocchi di marmo della cava, fra i venti gelidi delle Apuane e quindi abituato a guardare il cielo per capire dalla più piccola delle nuvole che tempo farà. Mi fissa con lo sguardo indagatore puntando il bastone verso un punto imprecisato del cielo, poi mi dice: ” La colpa è della luna”.
Rimango per un attimo senza parole poi mi azzardo a chiedere: “ E che c’entra la luna, semmai la colpa sarà del sole “.
Scuote la testa facendomi capire che la mia ignoranza in fatto di meteorologia non ha limiti, poi con tono professionale si rivolge all’alunno: “ Sei duro! E’ tutta questione di calendi e di patta”.
Di calendi ne avevo sentito parlare anche dal mio babbo, ma di patta proprio no, e credo che non abbia nulla a che vedere con le patte che prendiamo quotidianamente. Si siede e con calma si prilla una sigaretta. La sigaretta di trinciato forte prillato in una cartina sottilissima, con quei ditoni callosi non è cosa facile e richiede attenzione e delicatezza. E’ una piccola cerimonia, un rito che vuole il suo tempo. Finalmente accende “l’opera” e, tossicchiando, incomincia a parlare:
“ Una volta che avrai sentito come si contano i calendi e la patta, dopo, puoi capire anche la luna.”
Con lo sguardo cerco aiuto dalla moglie Angiolina , che, vedendomi in difficoltà, se la ride tranquilla sprofondandosi nella poltrona. Il professore continua la lezione: “ Quest’anno la patta ne ha 27 e cresce ogni anno di 11 giorni, l’anno passato ne aveva 16, e l’anno dopo ne aveva 5 , ecco che la luna, secondo come saranno i conti, può essere indietro o avanti di un mese , mi sono spiegato ?”
Come faccio a dirgli che non ho capito nulla ? Mi sembra di volare sopra i crateri della luna, sorvolo planando il Mare della Tranquillità, controllo gli strumenti lasciati dai miei colleghi americani, poi, considerato che non trovo nessuna spiegazione, ritorno sulla terra davanti a Marcello. Nel frattempo entra anche Elio il romano :
“ A Giù, ma che te stai a scervellà. E vatte a vedé er carendario di Frate ‘ndovino, mo te spiega tutto.” Ci mancava anche lui . Continua Marcello:
“ Ricordati che la luna va da marzo a marzo, non si conta gennaio e febbraio. Quindi i calendi incominciano da marzo e aumentano di un punto ogni mese, poi si aggiunge la patta che come ti ho detto all’nizio, aumenta di 11 punti. Ecco che quest’anno di patta ne abbiamo 27. Quando abbiamo fatto il conto, bisogna togliere 30 giorni e, se si cade dopo il 15 del mese, vuol dire che sarà luna calante, altrimenti sarà crescente hai capito ?”
Mi guarda severo , ma deve aver fiutato che sono nel baratro più profondo. Buio totale, ma perché sono andato a fare certe domande ? La matematica non è mai stata la mia materia preferita.
Riguardo gli appunti che avevo scritto man mano che il professore spiegava la patta: cerchi, diagonali, addizioni, sottrazioni…non credo di aver conquistato la luna di Marcello.Non mi molla un attimo, vuole delle risposte dall’allievo:
“ Prova a contare per vedere se hai capito!”
Mi concentro un attimo facendo l’indifferente, faccio mentalmente dei conti poi parto:” Oggi ne abbiamo 28 del mese di giugno, aggiungo 27 di patta che fanno 55, si contano i calendi : marzo, aprile, maggio e giugno che sono 4, per un totole di 59; si tolgono 30 giorni come abbiamo detto e ne rimangono 29. Abbiamo così la luna calante di 14 giorni perché il conto cade oltre il 15 del mese.”
“ Bravo! Ce l’hai fatta , non avevo dubbi , bravo!”
Sono promosso, non so con quale voto, ma sono promosso. L’Angiolina ha la tovaglia in mano pronta ad apparecchiare, capisco che è l’ora di andare a mangiare.
La sera, brillava nel cielo una bellissima luna piena, l’ho guardata a lungo e, non mi sembrava così complicata come quella di Marcello.

 

Giulio Salvatori – Il solito maledetto toscano.

 

 

E poteva forse mancare un altro dei bellissimi pezzi di Giulio e del suo sax? Assolutamente no, perciò ecco l’appropriatissimo “Concerto alla luna”. Di più non è possibile! Buon fine Luglio a tutti!!

 

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9 Commenti a “LA LUNA…….di Giulio Salvatori”

  1. francesca scrive:

    E no caro Giulio, dì pure al tuo amico Marcello che io sono in vacanza (compreso il mio piccolo cervello..) e non ho nessuna intenzione di scervellarmi per i suo conti machiavellici. Mi rifiuto, lavora tu per me, Giulio. A me sta bene così, di luna, calendi, patta, cerchi, diagonali, addizioni, sottrazioni …non ne voglio proprio sapere, oggi voglio stare spenta ok? Ne riparleremo, se ne avrò le capacità, ma ne dubito fortemente..!! Ci rivediamo, ciaoooo

  2. Giulio Salvatori scrive:

    Francesca dovrà ripassare la lezione e fare i conticini, perchè Marcello non perdona . Avanti tutta

  3. Giulio Salvatori scrive:

    Grazie Sig Paul Candiago. Rispetto tutte gli insegnamenti -Dei Grandi Vecchi-, loro non avevano le “previsioni del tempo” e per la semina , guardavano la luna . Poi, siamo tutti consapevoli dei cambiamenti climatici, però, la luna è lassù e impartisce le sue regole.

  4. paul candiago scrive:

    Signor Giulio Salvatori,
    i Nonni e i Magi seppero leggere i Tempi e le Stelle.
    A me, nel contesto del Meteo Universale, faccio mio:…”cambiamento nelle stagioni”…a ognuno di noi vedere i Segni dei Tempi secondo la Liberta’ delle loro credenze religiose o scientifiche.
    Cordiali saluti, Paul

  5. francesca scrive:

    Caro Giulio, stavolta tu e il tuo amico Marcello ci avete messo in crisi. E’ la sesta volta che inizio a fare il ragionamento machiavellico del conteggio delle lune e ti assicuro che a metà strada mi son già persa. Vabbè, vi credo sulla parola, ignorante sono e ignorante resto. Ciaoo

  6. gianna scrive:

    Giulio, come sempre bello il tuo racconto, ma difficile parlare della Metereologia, con il tuo amico Marcello,le ragioni di questo racconto e per questa stagione molto ballerina,Marcello che ama molto parlare della Meteorologia forse ne sa piu’ di certi Colonnelli, un uomo che ha passato la vita fra i blocchi di marmo della cava in mezzo hai venti delle Apuane, abituato sempre osservare il cielo osservando le nuvole che tempo fara’.Guardando Giulio fissa con il suo bastone verso un punto impreciso del cielo,” Poi disse la colpa e solo della luna”. Insomma questo Marcello ne sapeva una pagina piu’ del libro, spiegava tutto a numeri, ma Giulio inbarazzato come poteva dire non ho capito niente, le sembrava d volare sopra i crateri della Luna. quella sera guardai la luna piena , ma non mi sembrava cosi complicata come la vedeva Marcello. bellissimo il video una musica stupenda con il Sax tanto e bravo che ci lascia d’Incanto. Un caro saluto e buona Estate.

  7. Giulio Salvatori scrive:

    Condivido Franco infatti proviene dal greco -epatta” . Come vedi i nostri nonni sapevano leggere gli astri…Non ti preoccupare Lorenzo, non sono sicuro neanche io se avrò capito la lezione di Marcello. Avanti tutta

  8. franco scrive:

    Come solito è bello il racconto di Giulio che sembra venire dal passato con gente semplice che fuma sigarette “pillate” in carta sottilissima di trinciato forte (lo faceva mio nonno) ,che considera stranieri quelli che parlano un dialetto un pochettino diverso come i garfagnani al di la delle Apuane inquinati dal pistoiese e dal bolognese (20 km in linea d’aria).
    Poi “la patta” , per me prosaico emiliano, è quella dei pantaloni . Poi curioso sono andato a vedere in internet e ho scoperto l’epatta (dal greco!!) sulla luna calante e crescente …non ho approfondito perchè mi ci perdevo.
    Caro Giulio ,sarà anche come dice Marcello “ò professore”, ma purtroppo tutto questo dipende da inquinamento globale ben meno poetico della luna e delle sue fasi.

  9. lorenzo12.rm scrive:

    Giulio, perdonami, benedetto. Letto attento ma capito poco per via della mia ignoranza. A Marcello credo e non mi sposto da lì. Impreco e saluto riconoscente.

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